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LITI IN FAMIGLIA E GUERRA NUCLEARE

Famiglia che guarda un'esplosione nucleare seduta in riva al mare

Da tirare i piatti a sganciare bombe

Cosa c’entrano le liti in famiglia che, nella migliore delle ipotesi finiscono facendosi le coccole e nella peggiore in tragedia, con la guerra che ha dimensioni quantitativamente e qualitativamente molto più drammatiche e angoscianti?

Qualche decennio fa, siamo a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, un gruppo di studiosi, di cui il più famoso è Paul Watzlawick, della Scuola di Palo Alto, in California, affermarono che la comunicazione ha alcune proprietà che chiamarono assiomi. Il testo che li descrivere si intitola “Pragmatica della Comunicazione Umana” ed in esso sono contenuti e descritti i 5 assiomi della comunicazione umana.

Uno di essi, il terzo, dice così:

3° assioma – La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti. Durante la comunicazione si produce una punteggiatura della sequenza di eventi; un modo diverso di punteggiare la sequenza produce un conflitto perché ogni parlante interpreta il proprio comportamento come conseguenza del comportamento dell’altro e mai come causa. Questo tipo di problema si può risolvere attraverso la meta-comunicazione, in cui si parla della relazione e non dei contenuti degli scambi. (Tratto da Wikipedia)

Proviamo a tradurre in un linguaggio più semplice e magari facciamoci aiutare da qualche esempio. Ciascun attore della comunicazione vede gli scambi comunicativi a partire non solo e non tanto dal proprio punto di vista, ma addirittura ipotizzando che la sequenza dei fatti corrisponda esattamente a come lui la vede. Da qui il termine punteggiatura. In altre parole “Chi ha fatto prima che cosa”

Aiutiamoci con un esempio. Marito e moglie sono in terapia di coppia per continui litigi (i famosi piatti che volano) ed emerge la seguente situazione:

Lei: “Lui sta sempre zitto, è impossibile parlare con lui!”

Lui: “Certo che non parlo, parli solo tu!”

Lei: “Io parlo tanto perché tu non parli!”

Lui: “Guarda che io sto zitto perché tu parli troppo”

E via così, all’infinito. Come se ne esce da questa situazione? Certamente non cercando chi ha ragione, ne cercando chi ha fatto prima qualcosa, ma semplicemente cambiando atteggiamento, modificando il nostro agire; la moglie dovrà sforzarsi di parlare di meno e per contro il marito provare ad essere più loquace.

Nella guerra che contrappone Russia e Ucraina, ed i rispetti alleati, non sappiamo chi è la moglie e chi il marito, forse sarebbe meglio dire chi è la nuora e chi la suocera, ma rimane il fatto che quella è la dinamica: tu mi hai preso la caramella ed io ti butto il gelato per terra così tu mi sputi addosso ed io ti tiro un pugno e tu mi dai un calcio ed io chiamo mio cugino e tu….

Il problema è che tra popoli si passa dal lanciare piatti e stoviglie a sparare missili, usare carri armati, armi chimiche e lo spettro delle armi nucleari. 

Io ti chiedo di aver fiducia e te la chiedo armandomi perché non ho fiducia in te che però mi devi dare fiducia perché io so cosa è giusto e se tu non ti fidi e ti armi più di me io, che non mi fido di te, mi armo il doppio perché ti impongo di fidarti ….“Siccome tu non mi dai ragione io faccio la guerra!” Manca solo il ciuccio in bocca e il quadretto è perfetto.

A questo punto nascono delle domande: ma chi governa da una parte e dall’altra è un incapace? Un inetto? Un bambino capriccioso? Una persona che avrà anche le sue ragioni ma che non è capace di argomentarle se non con la violenza? Insomma “muoia Sansone con tutti i Filistei!”; oppure chi governa, da una parte e dall’altra, sa bene cosa sta facendo e lo fa apposta?

Sinceramente non saprei cosa è peggio: degli incapaci o dei violenti?

Però posso suggerire cosa fare. Ovvero, prima di tutto, abbassare i toni e tornare ad un linguaggio civile, che non rinuncia ad argomentare le proprie ragioni ma che non insulta; poi nessun armamento a nessuno! Cibo sì, medicinali sì, materiale per la vita quotidiana sì. Da una parte e dall’altra, qualora ve ne fosse bisogno, ma armi no! Mai! 

Ora ci possiamo chiedere: ammesso che si debba fare così chi inizia? La risposta è semplice: noi! Chiunque sia noi. 

La vita vale più di qualunque di ragione, la pace è più importante di qualunque vittoria. Non si tratta di essere ingenui, si tratta di iniziare a pensare che l’altro, il famoso altro da cui mi devo difendere, sono io! Perché per l’altro, l’altro sono io