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Certificazione di competenze

Perché ASCEIPA non aderisce a nessuna associazione di categoria?

Perché non è necessario. 

La professione del Counselor in Italia non è regolamentata da un ordine professionale specifico, quindi l’adesione a un’associazione è una scelta discrezionale del professionista.

Di contro è utile tenere in considerazione che il profilo del Counselor è un profilo libero, ma riconosciuto; non regolamentato – quindi non normato e non abilitante.

La certificazione di competenze del profilo professionale di Counselor rappresenta un riconoscimento formale, cioè con validazione istituzionale attraverso un ente titolato (accreditato), delle abilità e delle conoscenze acquisite da un individuo nel campo del counseling.

Questa certificazione è rilasciata da enti accreditati a livello regionale o associazioni professionali riconosciuti nel settore, in questo caso con valore solamente privatistico e senza  nessuna valenza legale, e  serve a garantire che il counselor abbia raggiunto un determinato livello di preparazione e competenza professionale, a fronte di criteri stabiliti dalle associazioni di cui sopra.

BLOOMGROUP è un ente accreditato a livello regionale che ha in capo il progetto di ASCEIPA.

Le principali caratteristiche della certificazione di profilo  includono:

  1. Assicura che il counselor abbia completato un percorso formativo specifico, che copre le aree essenziali della pratica del counseling, come le tecniche di ascolto, la comprensione dei processi emotivi e relazionali, e l’etica professionale.
  2. Richiede spesso un certo numero di ore di pratica sotto supervisione, per garantire che il counselor abbia esperienza diretta nel campo.
  3. Può includere il superamento di esami scritti e/o orali per valutare le competenze e le conoscenze del candidato.

Le associazioni di categoria sono preposte principalmente a supervisionare come enti terzi:

  1. I counselor certificati sono generalmente tenuti a partecipare a formazione continua per mantenere la loro certificazione, assicurando che rimangano aggiornati sulle ultime ricerche e pratiche nel campo del counseling.
  2. Implica l’adesione a principi etici e standard professionali definiti dall’ente certificatore.

La certificazione non è obbligatoria per esercitare come counselor in Italia, ma può fornire un ulteriore livello di fiducia e professionalità agli occhi dei clienti e dei colleghi

La certificazione di competenze di un Counselor, a livello di riconoscimento, può variare a seconda di diversi fattori:

  1. Ambito Nazionale: In molti Paesi, tra cui l’Italia, non esiste una regolamentazione statale specifica per la professione di counselor. Pertanto, le certificazioni sono riconosciute principalmente a livello di associazioni professionali nazionali con valore privatistico. Queste associazioni stabiliscono i propri standard e criteri per la certificazione. L’unica certificazione con valore legale è quella rilasciata da un ente accreditato per la formazione a livello istituzionale.
  2. Riconoscimento Professionale: All’interno della comunità dei counselor e delle professioni affini, una certificazione può essere ampiamente riconosciuta e rispettata, fungendo da indicatore di competenza e professionalità.
  3. Riconoscimento Pubblico e Istituzionale: Sebbene non esista una regolamentazione governativa specifica, alcune certificazioni possono essere riconosciute e apprezzate da enti pubblici, istituzioni educative e organizzazioni nel campo della salute mentale e del benessere, fatto salvo quanto già chiarito rispetto al riconoscimento legale del profilo.
  4. Riconoscimento Internazionale: Alcune certificazioni possono essere riconosciute anche a livello internazionale, specialmente se rilasciate da associazioni che hanno legami o standard in comune con organizzazioni di counseling in altri Paesi. La certificazione di profilo istituzionale è riconosciuta in tutta l’Unione Europea.
  5. Riconoscimento nel Mercato del Lavoro: Le certificazioni possono essere valutate positivamente da datori di lavoro nel settore privato, in particolare in contesti dove la qualità e la professionalità del servizio sono prioritari.

È importante notare che la certificazione di competenze non equivale a una licenza professionale, che è un requisito legale per esercitare alcune professioni in determinati Paesi. In Italia, la professione di counselor non è soggetta a licenza statale, ma la certificazione può comunque rappresentare un importante valore aggiunto per il professionista. Per interagire in ambito istituzionale viene di norma richiesta una certificazione di profilo da parte di un ente accreditato.


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